– ho preso dei giorni di ferie per studiare

– venerdì sera però sono andata a vedere quegli emotivi puccettoni dei pinback e mentre ero lì ciondolando la testa a volte con gli occhi chiusi mi sono detta “ma perchecazzo poi si smette di ascoltare certi dischi, anche se sai che certi dischi ti fanno star  bene?”. che poi vabbè, i pinback sono pure un po’ malinconoia, volendo. ma sono soprattutto puccetti e ciccioni. e la combinazione delle due cose.

– ci sono andata anche perché matilde veniva giù apposta. e matilde non la vedo da quel giorno buio di un anno e mezzo fa.

– sabato sera invece non sono andata a vedere i fleet foxes, anche se avevo l’accredito direttamente dai fleet foxes. e no, non era per tirarmela: dovevo studià.

– sono andata a fare la prova scritta, stamattina. io ero vestita bene, gli altri no. sto pensando che mi piacerebbe vestirmi sempre un po’ così, anche se l’inciccionamento senza ritorno di questi ultimi X mesi mi mette un po’ in crisi col vestire. ma non è vero che sto pensando ai vestiti. penso al fatto che ho ancora un peso sullo stomaco così, che ho passato dei giorni come erano mille anni fa i giorni prima degli esami. che ho sognato gli esami, anche. l’ansia non mi è passata perché credo di non aver fatto ‘sta gran prova scritta. mi aspettavo di più, da me. non sul quesito a cui non ho risposto e a cui non saprò rispondere neanche in fin di vita, ma da quel paio di quesiti a cui ho dato risposte un po’ tirate via.

– studieremo meglio quelle cose su cui non mi sento tanto preparata. ma l’sql no. quella è roba da informatici, oh.

– basta, torno nel mio castelletto.

– (dimenticavo di dire: uh, come si sta bene nel back-end di wordpress. che almeno è un qualcosa un po’ degno di essere chiamato back-end)

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