Quest’anno per me è partito con fiducia che si è evoluta in slancio. Roba tutta mia e del mio sentire e sentirmi al mondo. Mesi di progressiva emancipazione, entusiasmo.

Poi è passato tutto. E’ arrivato anche il momento del peggio. Un brutto peggio, giusto a metà dell’anno.
E ora quest’anno lo chiudo mesta, ma non preoccupata. Mi riconosco e continuo a dirmi “porcocazzo, oli. o ti accetti per come sei fatta, o provi a darti delle mosse”.

Ma sarebbero soltanto mosse, appunto. Per tirarsi fuori da una situazione contingente di disagio/malessere. Una alla volta, volta per volta. Spinte, forzature. Ma sotto sotto rimango io, sempre quella lì. Lagnona, riservata, solitaria. Lagnona anche perché solitaria.

E niente, questi sono i dischi.

10. Here We Go Magic – A Different Ship

a different ship

Non lo so come questo disco sia arrivato fin qui, fino alla fine dell’anno. In un anno in cui ho comprato pochi dischi (e riprenderò a comprare cd soltanto quando mi farò un impianto. E ok, arredano, ma almeno i vinili posso suonarli su quel piatto da due soldi che ho) l’altro giorno ho deciso di comprare lui. Perché è arrivato fino alla fine, anche se con ascolti discontinui. Era la cosa che mettevo su quando volevo tirarmi su. Di come suona non so dire, lo trovo piuttosto eclettico. Un po’ classicamente folk, un po’ storto negli arpeggi e nella ritmica (ah, già. Produce Nigel Godrich). So che mi tira su e non mi pare poco.



9. Tame Impala – Lonerism

lonerismIo vivo fuori dal mondo. Cioè. Nel mondo ci vivo tutti i giorni, ma anche in quella parte di mondo in cui non scelgo le persone che mi circondano (l’ambiente lavorativo, cos’altro) rimango completamente isolata dai fenomeni che accadono là fuori. Non mi arriva il pulcino pio, non mi arriva Call me maybe, non mi arriva il campionato di calcio in nessuna forma, non mi arriva Gangnam style. Quindi i Tame Impala li ho scaricati, ascoltati e mi sono detta “wow, quanto ci stanno bene questi suoni adesso ora e quest’anno”. Poi al bar dove vado a prendere il caffè della mattina li ho sentiti suonare su Radio dj, poi li ho sentiti nelle serie tv. Poi non lo so davvero quanto siano esplosi, ma forse mi è bastato leggere un paio di post di genti milanesi per capire che quest’anno loro sono la cosa. Però che gli vuoi dire di brutto a questo disco? Magari vediamo come ne escono col prossimo, ma nel frattempo mi faccio volentieri dilatare i neuroni.


8. Beach House – Bloom

bloomNon riesco ad ascoltarglielo più. Ecco perché son finiti così in basso. In realtà non ci ho neanche riprovato, ultimamente. Potrei farlo. A differenza di quello che mi disse un’amica (ciao Frà) in chiacchiere musicali tra amiche in questo disco i Beach House non ripetono sé stessi. E’ il motivo per cui lo avevo accolto con un WTF, all’inizio. E’ un disco pop e io col pop non vado sempre d’accordo. Però certe volte sì, se mi ci metto. Prometto di riascoltarlo nei prossimi giorni, per ora lo parcheggio qui.


7. Lindsay Fuller – You, Anniversary

you, anniversaryE non ce la facciamo più a star dietro a tutto. Probabilmente questo è l’anno in cui ho scoperto meno cose minori in assoluto. Certo, ne ho ascoltate di cose a me sconosciute, ma chi se ne ricorda. E invece lei mi ha folgorato. Sostanzialmente una folksinger un po’ emo. Credo che il mio innamoramento sia arrivato con questo video in cui ci ho messo tantissimo a capire che a cantare era una donna e non un ragazzino. Datemi androginia ed è subito cotta. Lindsay Fuller ha una voce che non dovrebbe piacermi. A me l’infiorettato non piace e lei la usa un po’ troppo, quella voce (a me suona emo, l’ho già detto). Ma c’ha le canzoni, il disco. E tanta tanta anima americana (lei viene dall’Alabama e si sente) come piace a noi. Ah, le scoperte di cose minori le devo quasi tutte a Giuseppe, come sempre da anni.


6. Bat for Lashes – The Haunted Man

the haunted man

Ma ditemi, cosa ci fa Bat for Lashes nella mia classifica dei dischi dell’anno? No, perché io davvero non lo so. Bat fo Lashes, per me, è quel tipo di artista che piace agli amici gay. E’ quel tipo di artista al cui concerto mi aspetto di incrociare tutte le varie arternatività che di solito non vedo ai concerti che piacciono a me. Gli artisti, i web designer, i pubblicitari, i grafici, i comunicativi, i post wave alla moda, i radical chic-senza-radical.
Il giorno dopo il suo concerto a Milano (ma ditemi: come mai ho fatto una trasferta per vedere Bat for Lashes dal vivo?) ho chiesto alla donna di prestigio “Ma se tu dovessi dirlo o scriverlo che musica fa Bat for Lashes?”. “Non so. Pop dei marziani?”, ha risposto lei. “E degli sciamani”, ho aggiunto io. Ecco, Natasha Khan è e fa delle cose piuttosto lontane dal mio gusto, dalla mia estetica di vita, che è fatta di vestiti neri o grigi e tono di voce bassa, non sia mai che per errore capiti di spiccare, andrei a nascondermi sotto un tavolo. E però Bat for Lashes sta qui, con un disco che le ho ascoltato decine di volte, che contiene la canzone perfetta, irrinunciabile, da mandare in loop forever, ignorando con volontà e determinazione la fottuta similarità di ritmo che quel pezzo ha con quell’altro pezzo di Gotye che tanto ci ha sfrancicato i maroni per mesi e mesi e mesi.



5. Grizzly Bear – Shields

shieldsQuando scrivo che io non sono una persona tanto pop bisogna contestualizzare cosa scrivo. Se i Grizzly Bear (che fighi sono sempre stati) nel tempo prendono una direzione più accessibile i Grizzly Bear, per me anima di orecchie semplici, arrivano a fare un disco pop quasi perfetto. La perfezione pop per me è quella dei dischi che li ascolti e ti si incistano in testa. (Sì, ok. anche Call me maybe, ma avete capito).


4. Perfume Genius – Put Your Back N 2 It

Put Your Back N 2 ItQuest’anno ho ascoltato anche della musica maschia. E non parlo della solita musica maschia barbuta e un po’ puzzona da folksinger o vaccaro americano (e no, cari Band of Horses. Quest’anno avete fatto un disco un po’ così. Niente top ten per voi), ma di maschi più pesi e pesti. Tipo il disco dei Metz, che mi è piaciuto. Ma poi il disco dei Metz mi suona genere. Come se non suonasse genere la maggiorparte delle cose che ascolto. Ma che c’entra, quello è il mio genere – che non è ardecore –  e non devo render conto a nessuno di cosa mi piace. In più io non sono maschia proprio per niente e il cuoricino mi si gonfia di piccipuccismo di fronte a Perfume Genius. Così tanto piccipuccismo che non so neanche quale video linkare, tra quello con la mamma e i cagnetti, quello con l’orsettone pornoprotettivo e questo qua, via.
Più coccole tenerorse e genderbending per tutt*



3. Sharon Van Etten – Tramp

trampAllora, sharonetta. Non puoi avercela con me per questa cosa, ok? Io ti sono devota. Io penso che ogni nota che suoni e respiro che emetti cantando mi legano stretta stretta a te e che sempre sarai nell’Olimpo delle Dee Assolute di Nostra Musica delle lacrime, le sistodiastole, le coliti e l’ormone. Questo disco te l’ho ascoltato così tanto. Ti ho scritto un messaggio privato su Facebook quando ancora il tuo profilo era personale. Ti ho sorriso e mi hai sorriso e mi hai detto “you’re very nice, thank you” da quella prima fila lì a Bruxelles. Era proprio quell’inizio di anno in cui mi sentivo rinascere, era ancora tutto perfetto e perfettibile. E sai cosa c’è? Il tuo disco l’ho riascoltato ieri dopo mesi e mesi e non ho cambiato idea. Se sei qui al terzo posto è solo a causa del disco che ho dovuto mettere al secondo. E questo video che linko mi è arrivato l’altro giorno come una sorpresa che mi fa pensare che io e te abbiamo ancora un futuro insieme, eccome. Ma quando cazzo vieni a suonare in Italia?


2. Cat Power – Sun

sunQuindi, sharonetta, il problema era con questa testa di serie qui. Super testa paZa di serie. Da quando ho scritto quello che ho scritto su Sun non ho cambiato idea. Certo, ho smesso di ascoltarlo più volte al giorno. Non l’ho neanche vista dal vivo, ché era scombinata ed ha annullato il tour, Chan. Ma il modo in cui Chan scombinata fa le cose non solo genera un gran disco pieno di difetti (un gran disco, appunto), ma mi fa fare tanti ma tanti ma tanti pensieri sulla vita, il disagio, le cose, la forza. Anche se io sono messa meglio di lei e non sono frikkettona come lei. Consideralo un premio non solo a un disco che mi piace molto, ma alla forza. Alla forza, cristo.


1. Lower Dens – Nootropics

nootropicsDel disco che ho scelto quest’anno non ho mai scritto niente sul blog, mi sa. Il fatto è che di scrivere sul blog mi son rotta il cazzo piuttosto presto, quest’anno. In realtà non so neanche bene cosa scriverne. Non è un disco di strazzamento de core, non è lagnone, non è pucci. E’ krautoso, electrelaniano, è freddo, è post-punk. E siccome mi piace rinnegarmi (e non perché sia bipolare. E’ la complicanza, è quel misto di ragione e sentimento che tutte le mie carte astrali mi cuciono addosso come una condanna) ho deciso (ora, domani chissà) che il mio disco dell’anno è un disco che funziona sempre, indipendentemente dalle mie immanenti condizioni del cuore, dai bollettini notturni dell’epifisi confusa, dai discorsi seri e appassionati che faccio al muro o al cuscino, parlando con me stessa o a quell’interlocutrice che non è lì con me.

Gli altri dischi
Sarah Jaffe – The Body Wins
Liars – WXIXW
Great Lake Swimmers – New Wild Everywhere
Chelsea Wolfe – Unknown Rooms – A Collection of Acoustic Songs
Gravenhurst – The Ghost in Daylight
Father John Misty – Fear Fun

I dischi brevi
The Antlers – Undersea
Daughter – Smother

La sorpresa piccina picciò (grazie alla donna di prestigio)
Agata and Me – There Are Songs About You

I concerti belli
Sharon Van Etten@Botanique, Bruxelles (3 marzo)
Lower Dens@Blah Blah, Torino (28 maggio)
Other Lives@Hana Bi, Marina di Ravenna (30 luglio)
St. Vincent@Locomotiv, Bologna (23 febbraio)
Bonnie Prince Billy@Bolognetti Rocks, Bologna (17 luglio)

I concerti no, oppure meh
Grimes@Hana BI, Marina di Ravenna (29 maggio)
Chelsea Wolfe@Locomotiv, Bologna (19 aprile)

Le canzoni
Lower Dens – Brains
Bat For Lashes – All Your Gold
Cat Power – Cherokee
Great Lake Swimmers – The Great Exhale
Kristofer Astrom – Queen of Sorrow
Grimes – Oblivion
Sufjan Stevens –  Christmas Unicorn
Chelsea Wolfe – Boyfriend
Liars – No.1 Against the Rush
Sarah Jaffe – Sucker for Your Marketing
Agata and Me – Dancing for Your Lions
Fiona Apple – Every Single Night
Metric – Speed the Collapse
Stars – Hold On When You Get Love and Let Go When You Give It
Marina and the Diamonds – Bubblegum Bitch

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