è la primavera, sì. probabilmente se vado indietro nel tempo fino al 2003, da quando scrivo cose in posti aperti a tutti, ma difficili da trovare o poco frequentati, scrivo cose sulle stagioni. e l’inverno che congela e l’estate che ti squaglia e la primavera che ti friccicherella. e cheppalle, quindi.
io so che non dormo. che dormo poco e male. che se ci metto le ore (le. ore.) ad addormentarmi e poi comunque mi risveglio alle tre, le quattro, le cinque quando suona la sveglia alle sette mi sento come se non avessi dormito.

e in ufficio sono nervosa. oggi paola mi ha detto “vieni di là in riunione (interna) su bla bla bla?” ho risposto che avevo troppo da fare, mi chiamasse quando davvero ci fosse stato bisogno di me. a un certo punto mi ha chiamato, mi ha guardato in faccia, mi ha detto “tu sei stanca”. e io “eh, non dormo” e lei “per gli open data?”

ma sì. non dormo anche per gli open data, per il paes, per i siti dei quartieri da rifare completamente ora che tutti i capoccia hanno detto ok (su un progetto di un anno e mezzo fa), per il senso di colpa per la collega brava bravissima (ti voglio a lavorare qui con me) che aspetta che io trovi il tempo di spiegare alla collega che la formerà sull’utilizzo del nostro cms come io ho iniziato a strutturare un sito che è ambizioso, immenso, impossibile. e che quindi mi piace. ma non c’ho tempo. supportavo il collega sul portalino degli open data del comune di bologna. e io detesto (detesto) lavorare in tempi stretti sui cms già fatti con mille moduli e mille cose che non funzionano e mille stili che non metti a posto mai. non in tempi stretti. son tutti belli con i cms degli altri.

a me piace domare i css. sono la mia cosa nerd, i css. poi di cose nerd ne pratico tante, ma se ora mi mostri un disegno e mi chiedi di farlo diventare un sito io te lo faccio diventare un sito, a livello di front end. leggero e semantico. su un’isola deserta (e sul mio pc comunale) mi basta un notepad. e un qualsiasi programma di grafica che mi faccia ridimensionare le immagini. che nei miei siti sono sempre e solo dei background, a meno che non abbiano senso come <img />

il fatto è che mi piace anche fare altro e che faccio bene anche altro. progettare, strutturare. mai da sola sui progetti immensi come spesso capita dove lavoro io (da sola la cosa nerd. non mi stare alle spalle mentre ti scrivo i css, no).
solo che sono colma. piena, satura.

oggi, fumando la paglia sul balcone la collega dell’amministrazione mi ha detto “sarà mica che adesso col contratto da comunale lavori meno di prima e non ce la fai più? sai, le ore in meno si accumulano e tu fai sempre quello che facevi prima”. saggia, la sandra. solo che non faccio solo quello che facevo prima, faccio pure di più.
non va bene per un cazzo.
poi mi ritrovo tre giorni su cinque ad uscire dall’ufficio alle due e mezza. forse ho capito cos’è. io sono abituata da sempre a un 9-18. io carburavo benissimo dopo le undici. io non sono una produttiva la mattina. adesso tre giorni su cinque vado a razzo dalle 8.30 alle 14.30. e ci arrivo devastata. forse è davvero questo.
e io non andrò a letto prima delle due stanotte. tanto non dormo, quando ci provo alle undici e mezza.

comunque. io sabato mattina prendo un aereo, vado a bruxelles, rientro domenica sera. vado a vedere sharon van etten e ancora non ho pensato a cosa le dico.
non riesco a pensarci, ché la primavera mi sta agitando. sarò in prima fila, con un foglio A3 con una frase scema. ci penso da mesi, ma ora che è qui a pochi giorni non so proprio che scrivere. una cosa scema e amorevole.

comunque non sono gli open data e neanche sharonetta i pensieri che non mi fanno dormire. non lo so mica qual è il processo chimico che non mi fa dormire, però so a cosa penso quando non dormo. la chiamo primavera. almeno c’ha il suo topos.

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