scherzo. io i film non li guardo dal 2005, credo. non c’è un perché. o meglio: perché ho smesso nel 2005 l’ho capito nel 2005. di fatto non ho mai più seguito i film.
al cinema non ci vado.
sono seria. se penso ai film che ho visto al cinema negli ultimi anni me li conto su un paio di mani.
i festival di cinema gaylesbico non contano. ma ho smesso pure con quelli, in fondo. prima studiavo i programmi, prendevo ferie. ora sbircio il programma. vorrei vederne tanti. scelgo una, due proiezioni. di sicuro non esco prima dal lavoro per la proiezione delle diciotto.

e però ho questa cosa da poveraccismo che faccio da qualche anno: nei giorni di festa comandata in cui tutti sono in festa io guardo i film.

che poi sono tanti quelli che lavorano nei giorni di festa. ma i giorni di festa te li senti addosso comunque, in qualche modo. io ‘sto giro non ho avuto modo di sentire il natale approcciante prima del tempo. studiavo.

comunque ora mi sento libera e bella.

ridimensiono.
in fondo sto bene. ho mancanze, assai. ma sto bene, in fondo. ho una cosa nella vita che mi rimane irrisolta, assai.  mi ci incazzo ancora. ma devo smettere di scrivere di ‘sta cosa, ché ormai è oggetto di discussione con i gatti e le pareti.
passo ai film.

ciao, finora ne ho visti cinque. da qui al 28 ho un sacco di giorni di film. arriverò almeno a quindici!

l’ultimo terrestre
lì per lì, guardando il film, ho pensato “mmm”. ok, “mmm” significa che devo un po’ mettermi nel mood del film italiano. che a me piace. solo che spesso mi fa imbarazzare di italianismo. gli ultimi venti minuti mi hanno fatto capire (e qui vorrei mettere una gif animata di una ritardata) dove andava a parare. oh, a me dove è andato a parare è piaciuto. il film tutto però no.

drive
il giorno dopo ho visto il film dell’anno di tutti i blogger. confesso che nella prima mezz’ora ho pensato “lo passo a ivana. va bene anche per riccardo, dai”. ivana è la sister, che non riesce a vedere film, se non interessano a riccardo. nella prima mezz’ora ho pensato “dai. lui è un buono (buono/cattivo- furfante/poliziottomarcio. c’ha tre anni il cinno. dai telefilm sa già che la polizia non è sempre buona. dalla sua finestra sa che quando c’è una macchina della polizia parcheggiata sul marciapiede i poliziotti sono al bar a prendere un caffè). c’erano le macchine che corrono e fanno rumori. si scontrano pure.
quando è arrivato il primo cervello saltato ho pensato che non era per niente un film per un treenne.
smessi i panni della zia (è durato un attimo, che credete): su cinque film dell’anno visti in pochi giorni questo è il migliore.
io non sono capace di scrivere di cinema. mi hanno sedotto le inquadrature, penso. quella amabile faccia di cazzo che c’ha lui. per me quella faccia potrebbe ammazzare il tuo cane stanotte con un martello. che ne so. consultate i blog di cinema.

the black swan
que viva l’ecstasy! (paura. io mica lo sapevo che era pure un film di paura, uffa. ho sognato sogni orribili. ma io non sono abituata ai film drammatici di paura)

super8
mi aspettavo chissà cosa. l’ho visto con mille pause, perché in fondo mi annoiavo. caruccio, sì. un po’ dupalle, anche. poteva riuscire tanto meglio.

source code
vedi sopra. toglierei il “caruccio”. è quel tipo di film che comunque guardi fino alla fine. ma il commento per me è: cagarone. magari domani dopo una notte di sonno ne penso meglio. c’è che questo post l’ho aperto a fine visione di source code. volevo solo  scrivere cagarone.

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