le giornate orribili esistono. magari iniziano tardi da hangover, ma sembrano non finire mai. non fai niente di quello che dovresti fare. ti senti in colpa, anche. perché c'è una cosa che devi fare e non puoi sprecare una preziosa giornata festiva dei santi santi, cazzo. ma non ce la fai, ti rigiri le dita e tutti i giochi di facebook. rimandi, rimandi. non lo fai mai. scuoti la capoccia di pensieri. non li vuoi più quei cazzo di pensieri, merda. non te li meriti proprio più. e sì che li stavi spazzando via a suon di nulla. mi si dice che sono tragica (e che ho rotto il cazzo, pure). c'è che a logica, creanza e buon senso dei rapporti umani ho ragione io: suona tutto stonato come non dovrebbe. o come mai avrebbe dovuto, dati il tempo e la passione spesi ad accordare. e su questa cosa non voglio più spendere neanche una lacrima. la fontana ubriaca di stanotte era il bonus ultimo. li ho finiti tutti, posso tornare alle mie cose ora?

e in una serata di giornata orribile allora strizzo gli occhi, scuoto la testa e metto su un disco. perché io ce le ho le mie cose, quelle che mi fanno stare bene. e questo è proprio il disco giusto, stasera.

il primo disco dei real estate mi era piaciuto. mi piaceva il loro stile, che non so definire, of course. sono leggeri, sospesi, sognanti, senza orpelli. probabilmente si vestono pure alla cazzo, i real estate. me li aspetto non appariscenti, discreti, educati. esattamente come le canzoni che suonano.
i real estate li ho anche visti dal vivo, l'anno scorso al primavera sound. il fatto che non mi ricordi affatto come fossero fatti mi fa pensare che saranno davvero omarini con delle camiciole, lo sguardo basso, qualche occhiale, capelli mediolunghi. qualche barbetta, forse.

il loro primo disco lo ascoltai abbastanza, questo days lo sto ascoltando tanto. forse suonano come due anni fa, su disco. però mi pare che qui ci siano più canzoni. di quelle che poi ti ricordi, intendo.
ascoltando quasi tutti i giorni questo disco forse ho capito perché gli voglio bene. perché suonano come gli american analog set una manciata di anni dopo. sono canzoni nerdoline, con bellissimi e delicati intrecci di chitarre. l'unico brano strumentale, kinder blumen, mi ricorda i contriva, un altro gruppo di timidoni che tanto amai vari anni fa, anche se loro erano timidi di timidezza teutonica, che è assai diversa da quella americana. e yo la tengo, anche, quelli meno rumorosi e più orsacchiottosi sussurranti.
forse sono associazioni stupide e tutte mie, una questione di gradevolezza, di benessere. di musica amica, che sa come esserci e quando, per me. le cose che never let me down, si fottano le persone. rimaniamo pure da sole con la copertina sulle gambe, il gatto che fusa e il disco dei real estate. se non avessi dolori e nervosismo premestruali direi quasi che stasera non mi manca niente. e la giornata orribile è quasi finita. si fottano, le persone.

(queste, ad esempio. ma anche tutte, davvero):

http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F5589615&show_comments=false&auto_play=false&color=ff7700
Real Estate – Out of Tune

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