'sto blogghetto non è morto per niente. non ci penso neanche a dire "ciao, ho smesso di nuovo".
la verità vera è che ho cose per la testa che mi riempiono la testa. non leggo (ok, non leggo mai da un pezzo), lavoro, non guardo la tv (non l'accendo da almeno sei mesi, credo. ci ho provato sabato scorso: i canali del dt si erano imputtaniti-no signal. sono tornata davanti al computer, senza problemi). alle serie tv ci sono tornata solo perché mi sembrava giusto ridedicarmi alle serie tv (fringe. dexter. in pari, nobbello).
mi sono appassionata al socialino che si chiama frenfi. soprattutto mi rilassa e mi fa ridere. soprattutto faccio la scema, lì. però dopo qualche mese di adattamento l'ho davvero eletto come casa disadattata very special. si chiama friendfeed, ma non è friendly per niente. ci arrivi e non capisci un cazzo, se non che è pieno di troll e che in tanti cercano flame, come l'internet che ho conosciuto settordici anni fa. poi se ti rilassi e ti circondi bene stai bene.

tutto questo per dire che ho quarantanni, un lavoro, cose da fare fuori dall'internètt. il blog l'ho trascurato per quelle cose nella testa della seconda riga di 'sto post. perché quando faccio le cose sull'internètt ormai le faccio sul socialino di cui sopra.

comunque.

ascolto dischi. è tardi e non riesco a fare una lista+qualche parola, come avevo pensato dieci minuti fa. forse è meglio, visto che ormai non riesco a scrivere qui.

ora prendo il primo che mi viene in mente. la lista di dischi belli ce l'ho. 4-5, non di più. ma questo post sta diventando lungo e noioso e i blog sono morti, soprattutto quelli fatti così, quindi un disco sia. gli altri dopo, se mi ricordo.

quindi feist, metals.

quando è uscita l'anteprima di How come you never go there su stereoum qualcuno nei commenti ha scritto che la metamorfosi feist->norah jones è arrivata al termine. ho ascoltato il pezzo e ho pensato (sentito, proprio. tra le orecchie e la pelle) "mmm. quanto è feist questo pezzo. è proprio feist".
io norah jones non la conosco e non credo di volerla conoscere ora. credo che quel commento non fosse un complimento, ma chemmefrega.
faccio due passaggi veloci youtube su norah jones, dai. devo farlo.

fatto.
da quel passaggio ho capito che:

se domani conoscessi una tipa per caso e ci flirtassi un po' e a un certo punto lei mi dicesse "mi piace norah jones" io forse sorriderei.

sorriderei. forse sarei felice lo stesso per il flirt. ma andrei a casa pensando "norah jones?". e metterei su cinque video di norah jones, senza conoscere né dischi né percorso. lo farei perché sarebbe pure il momento di innamorarmi di nuovo. lo farei sapendo già che è un fail.
ok. per come sono fatta io guarderei dei video alla cazzo e poi sceglierei un paio di dischi, quelli che importano.
poi mi farei domande sul mio flirt di quella sera, probabilmente. la darei su. non era importante. era solo un flirt.

il disco di feist me lo sono ascoltato piano piano, più volte. continuo a farlo, almeno una volta al giorno, se riesco. ma non riesco sempre. nella mia posizione di semplice ascoltatrice non vedo quale critica possa essergli mossa. ci sono delle canzoni un po' meh, come in tutti i dischi di feist. ci sono pezzi strappamutande, come in tutti i dischi di feist. c'è una cura e una maturità tale che forse si meriterebbe il pubblico di norah jones, feist. parlo di numeri.

da semplice ascoltatrice se ora mi ascoltassi il disco precedente di feist non lo troverei meno soft o ammiccante.

questo disco di feist scorre come scorreva il precedente. è piacevole, ammicchevole, pubblicitabile dalla apple.
il fatto è che io norah jones non la conosco. a feist ci voglio bene. perché so chi è e chi sono i suoi amici.
gli amici noti, più le lesbiche maraglie di questo coro:

(mai riuscita a vedere feist dal vivo. mi manca assai. lei è bassa, io pure. lei ormai è famosa. io non la vedrò mai faccia a faccia dal vivo)

 

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