stavo provando a praticare il silenzismo.
il silenzismo è una pratica, mica una filosofia. magari stai zitta perché non hai niente da dire. magari stai zitta, ma di cose da dire ne avresti.
ovvio che se non c'è nessuno che si accorge che stai zitta il silenzismo è una pratica che dà poche soddisfazioni.
se non c'è nessuno che ti dice "ohi, ma che fine hai fatto?", intendo.
quindi. quindi nessuno mi dice "ohi". riparto dallo small talk, via.

quindi fa caldo, davvero troppo. appena rientrata a casa mi sono rinfrescata la testa, ho tolto la maglietta, messo su la canottiera, ho qui davanti due friselle pomodoro olio sale origano.
trentadue gradi rispetto ai picchi di trentotto non sono poi così tanti. sono troppi se è settembre e le vacanze sono finite e sei in ufficio. in ufficio da me nessuno a parte me ama l'aria condizionata. oggi pomeriggio l'hanno accesa, loro. torno a casa con l'urgenza di doccia. esco, faccio serata, rientro tardi che ancora sudo. non va bene, no.
il caldo e la sua percezione sono davvero relativi. al mare mi sudano anche le ciglia, ma mi si risvegliano tutti i sensi e sono viva. mi sale sempre una gran voglia di scopare, al mare. poi al mare non vorrei passarci la vita, eh. ma potessi passarci i due-tre mesi estivi come fa chi vive al mare non mi dispiacerebbe, no.
quest'estate giù da dove vengo e dove torno almeno un po' ogni estate ho visto pochi amici. li ho visti poco, soprattutto. ho fatto una vacanza da pensionata e da zia. per un po' non riuscivo proprio ad addormentarmi (succede sempre, da sempre). mi svegliavo tra le otto e le otto e mezza. poi in casa è arrivato il nipoto e ho iniziato a svegliarmi tra le sei e mezza e le sette e mezza. non mi è dispiaciuto per niente essere al mare alle otto e andare via alle undici. esperienza nuova, mare bellissimo, l'ho amato.

tutti i miei pochi amici che ho visto mi hanno detto "stai bene, sei proprio in forma". a questi commenti da qualche mese io rispondo sempre "sì, lo so che sono ingrassata". hanno ribadito che sto bene. erano sinceri, gli ho creduto.

la frase definitiva sul mio attuale aspetto (forma) fisico l'ha detta mia mamma e non ho mai smesso di pensarci: "ora stai davvero bene. ora sembri una donna. prima sembravi una spica scilata".
(il corsivo su donna è tutto mio, non era mica della mamma)
tradotto da brindisino in italiano spica scilata è spiga di grano congelata da temperature troppo basse. che laggiù non si verificano mai, tra l'altro. la spica scilata è una cosa strana, al sud.

e però, mamma, io volevo essere un manico di scopa e tu lo sai. io lo so che ora ti/vi piaccio di più, ma io preferivo davvero essere una spica scilata.
facaldo.

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