parto dalla prima cosa in cui mi sono imbattuta, poi vi dico:
 

ecco. 

come faccio io a rimanere impassibile davanti a un pezzo che mi ricorda i sonic youth di pacific coast highway (e un video che richiama alla mente i sonic youth amici di richard kern, anche) e la pj harvey acerba, quella di lick my legs, i'm on fire?
 
dopo aver fatto ricerche sui nomi a me sconosciuti che suoneranno a la route du rock sono passata a cercare qualcosa sui nomi che al festival suonano in un'altra location, con biglietto non incluso nell'abbonamento. ci sarei andata lo stesso, che sono curiosa di vedere josh t. pearson (provare a capire quanto è autentico, anche. che da troppi anni si fa un po' presto a fare il cantore barbone di quel tipo lì), ma visto che c'ero ho guglato quest'altro nome sconosciuto: chelsea wolfe.
passo sul sito ufficiale, guardo la foto, clicco su biography e poi su video. mi basta per capire che sono di fronte a una di quelle disturbate borderline che potrebbero conquistare il mio cuor.
 
californiana, proveniente da un non meglio identificato borghetto immerso nella natura, incantevole di giorno, inquietante quando arriva la nebbia crepuscolare, definisce la sua musica doom folk e cita nick cave e ingmar bergman tra le sue influenze. 
in realtà doom folk si presta bene a illustrare questo miscuglio di pj degli esordi (e scout niblett) e immaginario orrorifico goth metal. 
le due femmine che ho appena nominato le ritrovo nel suono lo-fi (the grime & the glow, il debutto del 2010, è registrato su un otto tracce, che volete di più?). per le cose un po' horror, invece, basta sapere che nel primo disco c'è una cover di burzum, guardare un paio di foto promozionali, le locandine bondage con caratteri gotici, dare un'occhiata ai testi, o ascoltare i 25 secondi di primal/carnal, il brano iniziale del prossimo Ἀποκάλυψις. un suono gutturale di bestia mannara incazzata, tipo. una roba primitiva, che solo a una sciroccata un po' gotica poteva venire in mente di mettere all'inizio di un disco che suona tutto bene.
 
suona bene perché è registrato per benino, tant'è che ricompaiono un paio di versioni alternative di brani già presenti nel disco del 2010. la bounce demons, di cui al primo video, appunto. qui ribattezzata semplicemente demons, da me battezzata pezzo preferito.

ciò non toglie che il disco si chiami Ἀποκάλυψις e che la copertina è questa cosa molto puccy:

 
non ci ho capito davvero molto della produzione musicale di chelsea. c'è chi scrive che il debutto è del 2010, chi scrive che apocalypse è del 2009. di sicuro esce (o riesce) a fine agosto e io non ho ancora trovato una versione completa. ci sto riprovando oggi.
per quei sei pezzi che ho ascoltato di sicuro suona più pulito, ma ugualmente claustrofobico.
 
un claustrofobico che però non è mortifero (vi ricordo che a noi piaceva la signorina soap&skin). è un po' pesante, un po' inquietante. ma non sa mica di funerale, sa più di urlo nel bosco nebbioso. di bestie.
 
sa di urlo, sì. e a costo di ripetermi: noi rid of me e 4 track demos li abbiamo amati alla follia, no?
beh, questa è moses, versione 2010. e suona proprio così. 

ah, mi piace tanto anche in versione gatta morta lagna stracciamaroni, tipo così:

(ho l'impressione che la mia compagna di festival non mi sosterrà in questa nuova passione. a lei le femmine disturbate mica piacciono tanto)

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