e va bene che il blogghetto giace qui semi-abbandonato, però non si può andare a vedere i national dal vivo e poi far finta che nulla sia successo, vero? 
 
intanto due parole due sull'accoppiata beirut/the national:
e le due parole sono "ma perché?"
 
aggiungo giusto qualche altra parola di fastidio. a me la musica di beirut non piace. non ho mai capito l'entusiasmo europeo per il suo esordio, qualche anno fa. viviamo in un paese in cui ci inoculano dosi massicce di musiche popolari della zona. e con zona voglio espandermi sopratutto a sud e ad est. ci costringono da anni ad abboffate di pizzica e musica balcanica. quando posso decidere lo evito. e lo so che beirut non è bregovic, ma il fastidio per me è lo stesso. poi il concerto non è mica stato brutto. ma quattro o cinque fiati sul palco sono troppi, davvero. è vero che l'ultimo pezzo era più calexico-mexico che balcanico, ma ci ero arrivata annoiata, cercando di tenere la posizione di quelle file più o meno iniziali circondata da ventenni fanz esagitati.
 
c'è un problema qui, lo so. ho quasi quarant'anni, ma se vado a un concerto a cui tengo voglio stare davanti. la maglietta (sbrilluccicante, dorata) di una ragazza diceva if the music is too loud, you're too old. ma per me non è mai la musica. quella non è quasi mai loud. è la ggente quella troppo loud.
 
comunque rimaniamo lì davanti. pensiamo che ci sarà un ricambio tra beirut e i national. facciamo i turni pipì e birra fino al cambio palco.
effettivamente il ricambio c'è, eccome. solo che è un fitto della madonna lo stesso, col ricambio.
 
voglio andare a vedere una puntata di damages, quindi stringo il mio concerto dei national. ho pianto, assai, sui primi due pezzi. ma mi sono contenuta, perché lo scorso novembre, a milano, che mi fregava di non piangere col singhiozzo. mi si sono aperti i rubinetti anche qui. stavo lì tutta tesa e le lacrime mi arrivavano alle scapole. mi sono concentrata e ho smesso, checcevole. 
 
stamattina ho guardato la scaletta, perché mi sembrava piuttosto simile a quella di novembre a milano. però ho capito perché ho smesso (a parte che dovevo smettere per forza, che sennò pare pure colpa mia se piango sui national). a milano come terzo pezzo ci avevano infilato mistaken for strangers, a ferrara non l'hanno proprio fatta. so che su squalor victoria (quinto pezzo) a milano l'avevo data su, ero andata dietro, piangendo e bevendo birre. qui ho pensato "ok, dai. siamo qui. stiamo bene, no?". e allora mi sono concentrata sul concerto.
 
e lì ho iniziato a capire che quel concerto non mi stava mica piacendo tanto. per carità, sono i national. io non li ascolto più i national su disco, da più di un anno. mi fanno troppo male. e ora sono due giorni che me li porto dietro (dentro) con tutto il loro carico in groppa (carico che è il mio, mica il loro). quindi mi va di dire una cosa oggettiva su questo concerto.
matt berninger era ubriaco and all the wine is all for him. su di giri, più simpatico del solito, per carità. solo che se hai quella voce la devi tenere sotto controllo. se svacchi stoni, c'è poco da fare. (intanto provavo a mettere via il cuoricione e mi muovevo, cantando ad alta voce dei versi). cantare ad alta voce dei versi e fare clap hands, mentre il dessner senza barba fomentava il clap hands mi faceva pensare "minchia, mica sono a un concerto degli U2". a un certo punto fanno partire un pezzo in chiave sbagliata, fanno una battuta del tipo "no, così sembriamo gli U2". ecco. appunto.
 
la mia emozione da concerto dei national a un certo punto ho provato a metterla via, che non aveva molto senso coltivarla, lì. e allora ho iniziato a vedere il concerto come se fosse un concerto qualsiasi. e beh, non è stato un gran concerto. non è neanche stato un brutto concerto. ma sono i national, per dio.
ma forse i national dal vivo oggi non possono darmi più quelle cose di prima. sono diventati troppo grossi. l'effetto afterhours (clap hands e canzoni cantate da tutti) mi stravolge un po'.
 
comunque scrivo alle dieci e mezza di sera, ma posto domani. non ho voglia di rileggermi e correggere la disgrafia, le virgole e gli avverbi, adesso. ho voglia di vedermi damages, adesso.  
 
comunque quei maledetti hanno chiuso così. lo posto anch'io, anche se lo hanno già visto tutti.
 

edito, via:

tre giorni dopo cerco ancora quella cosa che mi è rimasta in testa. e mi sa che tra i tanti (tutti troppo chiacchierati, of course, in mezzo alla gente) preferisco quest'altro:
 
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