però ho fatto una vacanzina. di quelle che non ricordavo quasi più. e sì che ne facevo fino a qualche tempo fa. poi ho smesso, che da sola non mi piace viaggiare, e neanche tanto in più di due, a dire il vero. ok, tre va bene, se sono tre che stanno bene. quattro pure, se sono due a due. più no. quindi avevo smesso.
la cosa bella bella è che sono stata bene. sono partita con una donna della vita, che significa che da quando è entrata nella mia vita non se n'è mai andata e sempre lì sarà. e un viaggio insieme non lo facevamo dal 1922, quando stavamo insieme.
madrid me la devo ancora metabolizzare e ho bisogno di tempo mio per farlo. mi ha colpito in maniera diversa da come mi hanno colpito altre città alla prima visita. sapere (imparare) che non a tutti piace non mi stupisce affatto. penso vada vissuta un po', perché a madrid il turista dell'arte vede tante opere d'arte nei musei, ma poca nelle strade (se parliamo del turista che cammina e cerca chiese. e sì, tanti spagnoli sono cattolici, ma le chiese neanche le riconosci. "ma come si concilia tutta questa vita col loro essere cattolici?" chiedevamo al nostro ospite. "vanno in chiesa, escono dalla chiesa, si cambiano ed escono per le strade a vivere, semplice"). il turista della notte invece rischia di perdersi in un vortice di bordellume che può sembrare tutto uguale e troppo commerciale se non sa dove andare e becca i posti sbagliati.
ma non voglio mica scriverne, che devo ancora metabolizzare. l'aria, però, quell'aria ha fatto davvero stare bene me. che sono (anche) una turista della caña nel baretto, che però si è scarpinata tutta la città. serena. senza neanche mezza crisi d'asma. in spagna di nuovo, senza brutti pensieri. serena, soprattutto.
non ho voglia di caricare foto da un'altra parte, le ho messe qui. e comunque una in viaggio dovrebbe portarsi una macchina fotografica, mica l'iphone. se non fosse pigra.

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