ma mica è un post definitivo sulla mamma, ci mancherebbe. mi è venuto in mente quando sono tornata a casa dall'aperitivo. stasera me lo sono concesso. sto di nuovo lavorando di sera e io sono molto seria quando devo lavorare anche di sera. tipo che non riesco a staccare, figuriamoci cucinare. l'altro ieri ho mangiato frisa con pomodoro alle dieci. ieri ho ordinato una pizza, pure lei arrivata alle dieci. ieri ho sentito mia mamma per sms, mi ha detto "domani mattina passo".

il "passo" sarebbe un "passerei, se non do fastidio". ma con la coinquilina ho già appurato che non dà fastidio.
cosa passa a fare la mamma di mattina quando io sono a lavorare? indovinate. a pulire, eventualmente cucinare la mia cena per la sera.
ho smesso di dire "faccio da sola, grazie" da un pezzo. io faccio da sola, faccio bene. a volte benissimo, a volte un po' alla cazzodicane. ma faccio.
adesso penso che per certe cose non c'è un'età.

quando sono arrivata in questa casa che è la mia casa da quasi dodici anni vivevo con gente più grande. e mi faceva strano che anto, di dieci anni più grande di me, mi parlasse di discussioni e conflitti con sua madre. anto era grande, c'era ancora una questione con la madre?
la questione con la madre c'è sempre, se tua madre è una mamma.
io ad esempio in questi ultimi tre anni sono ridiventata bambina, piccata, capricciosa. perché la mia mamma è diventata nonna e quando la mamma diventa nonna smette di essere mamma. mica mi mancano i cazziatoni (di serie, con la mamma). mi manca la presenza. e però la presenza si accompagna ai cazziatoni, a qualsiasi età.

comunque. i miei sono qui dal venti aprile, per fare insieme una serie di cose da fare insieme. i loro quarantadue anni di matrimonio, il terzo compleanno di riccardo, il quarantunesimo di mia sorella, il sessantatreesimo di mia madre. è una cosa bella. è simbolica. è bella in questo momento di difficoltà delle figlie.
no, io mi tiro fuori. mica perché non sia in difficoltà. ma ivana lo è di più, che tira su un figlio da sola. è davvero bello che siano qui ed è bello che facciamo famiglia, bona.

comunque mia mamma ha messo piede in casa mia per fare le cose da mamma soltanto stamattina. erano venuti (mamma, babbo, nipote) un altro paio di volte. mi hanno buttato giù dal letto, mi sono puppata il nipote (che amo lovvo tutto). della serie "ora il lavoro tocca a te".
stamattina mi sono guardata attorno. la casa non è sporca, le mie due stanze sì. ho buttato un po' di rusco e lasciato un biglietto che diceva "il bucato nella lavatrice è mio, lo stendi? poi c'è una vaschetta con millemila magliette da lavare a mano, grazie :)".
(non le ho mai chiesto se capisce cos'è uno smile. io glielo faccio anche sui biglietti)

penso di non essere mai stata così sfacciata. ma mia mamma è diventata nonna, non mi caga più.
rientrata a casa dall'ufficio ho visto il bucato steso e un paio di piatti pronti. sono uscita, ho sentito mia sorella. poi mia sorella mi ha richiamato, che la roxy (mia mamma è la roxy per tutti gli amici. ormai la chiamo roxy anch'io) voleva parlarmi. mi ha detto che stamattina tra lavatrice e robe da lavare a mano non è riuscita a fare niente ("ma', lo so. c'erano millemila magliette da lavare a mano…")

m: e poi se c'è ilaria mi sembra di disturbare
io: ma a ilaria l'ho chiesto: non c'è problema. a meno che non sia a casa con la sua tipa. in quel caso mi sento di disturbare anch'io
m: domani torno, eh. pulisco un po'. do lo straccio, le tue stanze
io: che poi cucina e bagno sono puliti. le ha fatte ilaria. le mie stanze fanno schifo, lo so
m: sì, il bagno è pulito. le tue stanze… … …
io: lo so.
m: ci sono le magliette fuori, entrale
io: sì, lo so. appena rientro le tiro dentro
m: non ti dimenticare! magari mettile su una sedia, che le stiro.
io: non mi dimentico, le tiro dentro. stirare anche no, dai. non stiro niente, io.

cos'è la prima cosa che ho fatto, arrivata a casa? entrato le magliette. messe su una sedia. pronte da stirare.

(questo post si chiama la mamma. ed è dedicato alle/i gggiovani)

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