giovedì 7
deerhunter+lower dens@locomotivclub

i lower dens sono molto stilosi. il bassista baffettino parla con il pubblico e sorride molto educatamente. jana hunter, invece, fa paura. parla poco (grugnisce), sorride mai. ha l'aspetto di quel tipo di lesbica che ti mena. carina assai. ma io ho paura, davvero. meno male che ero dall'altra parte del palco. claudia dice che somigliano un po' alle electrelane. non ci avevo mai pensato, ma effettivamente in quanto a ritmica e costruzione fredda dei brani ci sta. bravissimi e belilssimi, by the way.
non gli ho comprato il disco per una questione morale: sul sito costa 12 dollari, al concerto il 12 (euro) è stato cancellato e sostituito con 15. mi prendete per culo? si compra on line, via.

sei in prima fila e bradford cox arriva sul palco ballando su blue suede shoes. ti scappa un porcaminchia mentale, che fa sempre un certo effetto vederselo davanti. poi è tutto un concerto sonico come piace a me, unica delusione desire lines sparata subito, per seconda, quando ancora dovevano scaldarsi. è venuta fuori un po' moscetta, che peccato. a bradford cox e alla sua bellezza ti abitui subito. all'altro chitarrista no: sembra uno psicotico ben vestito. mi ricordava funny games, aiuto. il bassista, invece, è un gatto maschio domestico di dieci anni. pacione, sornione, fa fusa discrete e sorridenti.

il locomotiv è un forno e a metà concerto vado fuori per prendere un po' d'aria. dopo aver assaggiato l'aria non tornerò mai più davanti. non è un caldo normale, è umanamente intollerabile. la gente si sventola con ventagli improvvisati, come ho fatto e ho visto fare soltanto in certi festival estivi da 42 gradi all'ombra. la gente è incazzatissima. là fuori decidiamo di convincere gandolfi a lanciare una colletta per l'impianto di condizionamento.

venerdì 8
massimo volume+bachi da pietra@covo

giornata lunga, che rimaniamo fuori dal pomeriggio. al covo ci arriviamo con calma, perché a me i bachi da pietra non piacciono. è proprio uno di quei gruppi che mi fa imbestialire, ecco. preferisco non vederli. arriviamo lì che i bdp fanno la loro versione di litio, neanche male. ascoltiamo un altro pezzo e poi usciamo per fumare. sui massimo volume non ho molto da dire. sono loro, suonano benissimo ed emozionano tantissimo. continuo a pensare che con stefano siano in una delle loro formazioni migliori. gli dona molto, stefano. la fumatrice di merda che è in me mi fa uscire un attimo e mi fa perdere fausto. e vabbè.

sabato 9
anna calvi+bemydelay@locomotivclub

alla serata ci arrivo piuttosto provata (per cose mie). non ho più tanta voglia (per cose mie) e temo un locomotiv ancora più pieno e più bollente. in borsa infilo una bottiglietta d'acqua e un ventaglio faidatè. ritrovo un po' di carica e di curiosità scambiando una chiacchiera e una birra veloce con la cinzia e lorenzo, che invece sono molto gasati. la prima cosa bella della serata è che al locomotiv hanno montato delle pale. per stasera non moriremo. marcella fa un set  a base di loop, delay, ninnoli ed echi che a me ipnotizza, ad altri annoia. un po' azzardata forse la scelta di un progetto così poco melodico da spalla alla diva del momento, che piace a tutti e che tutti vogliono vedere. io me la godo lo stesso, un gruppetto di stronzi alle nostre spalle invece parla e parla e parla durante l'intero set. li odio. su anna calvi io sono soprattutto curiosa: il disco gliel'ho ascoltato tanto e le sue canzoni me le canto sotto la doccia, ma mi rimane un grande boh. dove il boh lo traduco con "ma io che ho a che fare con lei? ma sarà abbastanza roccherolle, lei?". la prima cosa brutta è che anna calvi sale sul palco dichiarando che ha male al braccio e non suonerà la chitarra. il braccio di anna calvi ha un bicipite grosso così. anna calvi su tacco dodici è alta più o meno come me. anna calvi ha una testa grande grande. il concerto è bello sì, perché lei ha una gran voce. ma musicalmente mi pare un po' moscio, ché il chitarrista fa il minimo sindacale e io volevo anna calvi alla chitarra. personalmente ho dei momenti di noia quando lei si fa prendere dalla diamandagalassite. per il bis prende la chitarra ed è tutta un'altra storia. anna calvi è piccola, poco loquace e timidina. ci piace, ma deciso che il disco non glielo compro.

domenica 10
che è oggi
passo l'intera giornata a letto. provata dalla tre giorni di concerti ed ore piccole, sconfortata per cose mie. là fuori è estate, qui dentro no. rimango a letto nella penombra, con pensieri cupi che girano attorno alla solitudine e alla vecchiaia. penso anche che non vedo l'ora di vedere john grant, però.

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