penso che è più di un mese che mangio da nerd. cucinare mi piace(va). le verdure le compro ancora, poi le butto via giusto un po' prima che facciano la muffa.
poi è più di un mese che tante sere le passo a lavorare. altre esco per aperitivo e chiacchiere, come stasera. il risultato rimane il piatto freddo.
la cena che ho davanti stasera, digitando con medi e anulari su una tastiera che apple ti vende bianca figa immacolata, ma che diventa sporca di ditate, sigarette, vita-qui-davanti, consta di: due fette di prosciutto cotto, due cucchiaiate di formaggio spalmabile, grissini.

in uno degli ultimi controlli più o meno trimestrali che faccio sulla mia malattia cronica (dove il "più o meno" sono io che salto i controlli) sfogliavo questa rivista (triste) dedicata ai malati (tristi). triste come tristi sono tutte le malattie. a un certo punto c'era questa vignetta (triste, brutta) che accompagnava un articolo (triste. diceva cose giuste, ma diobono, si possono anche scrivere meglio).

(poi lo so che nella sala d'attesa del dottore-medicodibase trovi chi o famiglia cristiana. oggi pomeriggio dal mio nuovo medico che ancora non conoscevo ho trovato altre due riviste di cui non conoscevo affatto l'esistenza. nell'attesa ne ho sfogliate velocemente 3-4. che giocare a tiny wings la mia prima volta da quel dottore mi suonava troppo ardito. il fatto è che non ricordo i nomi delle riviste. entrambe di gossip su personaggi che io non so manco chi cazzo siano. una però era più padrepìana. gossippara, ma col cattolicesimopagano infilato lì ogni tre pagine. aiuto).

però lì dove dovrei andare ogni tre mesi ci sono le persone che hanno la mia stessa malattia. avevo nove anni ed erano vecchi. ne avevo quindici ed erano vecchi. ne avevo trenta ed erano vecchi. ora ne ho quaranta e sono ancora quasi tutti vecchi. la differenza è che i pochi giovani mi danno del lei e mi chiamano signora. ma ho una malattia da vecchi da quando avevo nove anni.

insomma, la vignetta disegnata malissimo che accompagnava articolo sensato rivolto a malati ignoranti mostrava da una parte un tipo davanti al computer che compulsivo davanti al computer mangiava patatine bevendo birra, dall'altra lo stesso tipo rilassato e sorridente che correva all'aria aperta nel verde tra uccellini e farfalline. la prima vignetta era sottotitolata vita grama. la seconda vita sana. (pure i copywriter so' tristi, quando la malattia è triste, capisco.)

io la mia malattia la conosco bene. allo stesso tempo conosco la vita, e fa piuttosto cagare. penso che preferisco morire di vita grama. che non significa affatto morire davanti al computer con una birra.

stasera inauguro l tag quarantanni e vitagrama. che poi non so neanche far bene il mio lavoro. altrimenti i tag sarebbero dieci, mica millemila.
dovrei rivedere tutti i post e ritaggare, for the sake of vitagrama. non lo farò mai.

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