non è che ogni volta che faccio pause troppo lunghe sul blog devo dire il perché, però a parte i perché che mi ammutoliscono di solito, 'sto giro st(av)o veramente lavorando assai. scrivo (av) perché ho quasi finito e non ci posso credere.
mi rimanevano i soliti aggiustamenti merdoni da fare per ie. che a volte si tratta di qualche commento condizionale, altre si tratta di smadonnare, sbattere la testa contro il muro e chiedersi perché la gente continua ad usare il browser più orribbile del mondo? e perché nel mio lavoro io devo pensare alla retrocompatibilità con un browser vecchio di dieci anni? senza di lui sarebbe un bellissimo lavoro.
e quindi niente. stasera dal mio sbrilluccicante maccherone ho fatto i miei aggiustamenti per i browser che dio comanda, poi ho messo tutto su un server, poi mi sono collegata via vnc al mio computer-pc dell'ufficio, poi da lì ho aperto una microsoft virtual machine risalente a circa il 1912, poi da lì ho aperto ie6 e ho navigato lì dove avevo caricato il tutto. posso dirmi quasi soddisfatta. aggiusterò qualcos'altro, che ci hanno fatto precise e pignole, ma su ie6 ho dato davvero abbastanza.
(poi c'è da dire che mi piace sentirmi dire "per questo lavoro ho scelto te perché sapevo che era difficile e so come lavori tu". che almeno su come lavoro qualche bacetto me lo voglio dare. ah, no. mi sto autocommiserando di nuovo. ha ha)

poi niente. ieri dovevo tornare a casa per lavorare, subito dopo l'ufficio, ma la cinzia in giorno di ferie mi ha intercettato per un aperitivo delle sei e mi sono detta che due birre prima di rilavorare me le potevo fare. parla e chiacchiera e parla le dico che non ho ancora preso i biglietti ferraresi per sufjan stevens e pj harvey. che non avevo voglia di spendere tanti soldi tutti insieme e che però sufjano suona in teatro, quindi vedrai che me lo perdo. saluti ciao ciao. vado verso lo scooter e mi fermo al tabacchi verso lo scooter per prendere le paglie. voce notissima mi dice "olivia!". era claudia, era lì per comprare il biglietto per sufjan. erano rimasti sei posti. dico "lo prendo anch'io!". tra i sei posti ce n'erano addirittura due vicini. se non è il cielo che decide per me, questo…

poi succedono altre cose stranette. ho già detto che mi pare che a bologna ultimamente ci siano tantissime cose interessanti. ho già detto che sicuramente non è cambiata bologna, che sono io che ho più voglia di partecipare. che per congiunzione maggica gli amici,  la gente che mi piace frequentare hanno voglia di partecipare e di fare, pure. mi sono chiesta se è l'effetto facebook e mi sono risposta di sì. inviti su inviti ad eventi ti mettono davanti tutti quei flyer che hai ignorato, o ti sei regolarmente persa perché esci poco. ci sono tante cose interessanti là fuori e i tuoi amici ci vanno. quasi sempre (rispetto al mio consueto quasi mai) vinco la pigrizia, perché so che starò bene con loro, no matter-così-tanto l'evento.
da sola continuo a coltivare le mie musichette chitarrine tristi, che condivido in parte giusto con qualcuno. però mica condivido tutti i cantautorini con cui mi fisso.

l'altro giorno succede che su fb vedo l'ennesimo evento a cui vengo invitata. toh, è la prossima festa allo scalo san donato, stavolta è organizzata da let's queer e barattolo.
le feste queer allo scalo sono belle, non ho mai visto gente brutta. al limite la sala sotterranea è piena di quella tipologia che mi piace chiamare technoabbestia. sempre esistiti e uguali a se stessi da quando vivo a bologna, probabilmente da sempre. lontani da me, ma mica molesti. l'unico problema che ho è proprio la festa. non mi va più tanto di andare a ballare e fare orari assurdi. lo scalo (per una scooterista che se va ad una festa non rimane sobria) è lontano, al massimo verso le tre e mezza inizio ad avere sonno e devo aspettare in coma un passaggio da chi magari si diverte come una pazza fino alla mattina.
leggo l'invito all'evento. leggo comaneci in concerto e già mi sembra strano. poi leggo l'altro nome e strabuzzo gli occhi. lui si chiama manuok, è un cantautore un po' tristigno barbuto californiano che ho ascoltato tanto, verso la fine dello scorso anno. manuok ha suonato con black heart procession (e su the carcerate si sente assai), album leaf, devics, sara lov. questo lo scopro adesso. qualche mese fa lo ascoltavo e basta. gli ho cercato il disco e non l'ho mai trovato. play.com vendeva solo gli mp3 (see, mo ti compro gli mp3, certo), amazon uk esclusivamente import costosissimi. l'ho data su. avevo sbagliato a cercare, visto che (ora) sul suo sito si trova e che lui deve avere una speciale connessione con l'italia…
il 25 marzo manuok suona nella città dove vivo, in una festa frocia in cui di solito la cosa più leggerina è l'electro o giù di lì. che strano che è il mondo.

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