che poi umoralità è una parola che forse non esiste. e se esiste significa qualcos'altro, ma io le do il significato che le voglio dare, che in questo caso è di "post legato all'umore del momento". che poi l'umore del momento è qualcosa che a metterlo tutto insieme considerando tutte le parti che lo compongono una pensa di essere pazza. che l'umore del momento mette insieme, nell'ordine in cui mi vengono fuori, così: vuoto, tanto vuoto. un cicinino di dramaqueenità. senso di mancanza di senso. amore, tanto amore. un pezzo in più di drammaticità oggettiva. rabbia. incredulità da mancanza di senso. porcodiare pensando che no, dai, non può essere una questione di karma: io sono una bella persona, e al karma non ci voglio credere. loop. e sul loop mi dico "cazzo, oli. sei ancora e di nuovo in loop. sei proprio fottuta". karma, mi ripeto. che non trovo altre spiegazioni. pesantezza, quella del corpo dopo tante ore di lavoro impegnativo. impegno. che non è neanche una brutta parola, anche se a volte sì. vuoto. svuotata. vuoto contrapposto a qualcosa che non sarà certo il pieno, ma che vuoto certo non è. "non ha senso", in loop.

dicevamo.

musicalmente dico poco, che ascolto quasi esclusivamente poche cose belle che mi piacevano già uno o due mesi fa (addirittura così tanto tempo fa, oh!) e ofeliadorme (streaming integrale, qui, se ancora siete indecisi, non vi ho convinto con le mie parole d'ammore e non l'avete comprato, pigri!) e pj harvey. mi concentro molto su pj. mi ha conquistato, assai, anche se taglierei dal disco gli utlimi due pezzi, quelli un po' reggae. olivia e reggae sono due parole che non possono darsi insieme, sorry. mi sembra un gran disco quello di pj. ma non ho le credenziali per scrivere di cotanto famosa musicista. sarebbe bello scrivere del disco e basta, se non fosse pj harvey. non ce la faccio. e poi tanto non frega un cazzo a nessuno.

invece ho aperto questo post per fare una cosa che non ho mai fatto. segnalare cose che succedono a bologna nei prossimi giorni. ben sapendo che: 1. leggete in pochi 2. quei pochi non stanno mica tutti a bologna 3. di quei pochi che stanno a bologna giusto un paio (forse, tiro stime a raglio) potrebbero essere interessati a iniziative che sono insieme undergound (ve prego, lasciatemi recuperare questo termine della mia giovinezza. significa tanto tanto più di indie) e frocie.

quindi. lo sapevate che bologna è bella? in piccoli mondi e produzioni sotterranee lo è ancora. e probabilmente l'ho già detto qui (visto che lo dico in giro): mi frega un cazzo di avere quasi quarant'anni finché in certe piccole cose ci sto bene e nessuno mi fa sentire vecchia e/o fuori luogo. soprattutto finché io non mi sento fuori luogo (che sul vecchia, vabbè. a volte mi ci sento per forza. fosse anche solo per i tempi di ripresa da nottate lunghe).

quindi domani a bologna per me succedono due cose. all'aperitivo queer up, curato da let's queer al punt? suonano la mela e newton. la mela e newton è il gruppo di claudia, che non è la claudia che ho spesso nominato qui, bensì la persona con cui ho suonato nel mio primissimo gruppo, quando avevo quattordici anni e mezzo, con cui ho formato il mio primo gruppo (politico) lesbico intorno ai venti. una vecchia amica di quando ero giovanissima, che vive a bologna come me, ma che a differenza di me non ha mai smesso di suonare. non l'ho mai vista suonare con questo gruppo, 'sto giro non posso mancare.
poi io ho i miei problemini con la musica italiana cantata in italiano e non faccio finta di non averli. ma i suoi testi sono belli. e non avevo dubbi.

poi domani a bologna ci sarebbero pure father murphy che suonano da fragile continuo (che ora si chiama elastico, ma mi devo ancora abituare). e non si fa, dai. non si fa che due luoghi queer (che il luogo lo fanno le persone. lo sapevate, no?) facciano due serate in contemporanea, di quelle che mettono in crisi gli affezionatiappassionati. io immagino che father murphy -che mi lasciarono a bocca wow 😮 aperta quella volta che li vidi- avranno comunque il loro pubblico e domani scelgo queer up.

venerdì poi ci sarebbe quest'altra sovrapposizione ("i'm attending" su facebook è la miglior agenda/reminder per me).
ci sarebbe una cosa che non è queer. non è neanche cool. è proprio lesbica. di quelle che si fanno una volta ogni gheddafi che forse cade, per me sarebbe importante. è un incontro sulla storia e la politica lesbica in italia. quella quindicina di anni fa da cui partono io più o meno c'ero. non ve la spiego neanche, che qui interessa a poche. si chiama orgoglio e pregiudizio. la linko e basta.

poi però sempre da elastico-ex-fragile c'è la presentazione del libro underground zone. dandy punk beautiful people. con proiezioni, dj set e new york anni settanta. aaaargh.
e dico aaaargh non solo per la sovrapposizione, ma perché io sarei anche una zia.

la zia non vede il pupo da sabato scorso. la zia domenica sera aveva da fare. lunedì sera era catatonica paralizzata. martedì sera piangeva. stasera è uscita con la cinzia, che c'era bisogno di vederla, farsi ripetere l'unico "due imbecilli" possibile. domani fa queer up. venerdì di solito fa cena da sorella e pupo per poi essere pronta e attiva babysitter alle sette di sabato mattina.
se al venerdì ci sono cose che vuole fare arriva lì sul tardi e sabato mattina è pronta scattante (seee. sveglia, via) alle sette. ma se non lo vede da sabato scorso le scatta la mancanza e il senso di colpa su "dov'è zia olivia? voglio zia oliviaaaaaa!!".

rimango a chiedermi dove andrei a bologna venerdì sera. e se vinco il senso di colpa ci vado pure, non-so-dove.
io ultimamente bologna la amo, ma davvero, nelle piccole cose che mi fanno sentire un po' a casa e mi salvano un po' da quelle cose che ho scritto lassù e che non è vero che non volevo scrivere. che son tutte lì, che le nascondo a fare?

considerazione: i link li ho messi ai myspace, ma lo sapete che succede tutto su facebook, no?

bonus:

il viaggio mi dà emozioni, perché in quel 1988 c'ero anch'io e so di cosa parla. e pure nel '98, più o meno. diobò.

e questa perché bologna è bella. e astrid è la nostra cana preferita.

e questo perché sono una groupie fanatica. accattatevill!

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