Un po' in ordine di amore e devozione, un po' no. Sono questi.

Sharon Van Etten – Epic
Ci sarebbe solo un motivo per non piazzare Sharonetta al primo posto dei miei dischi speciali dell'anno: il disco è troppo corto. E che mi frega? E' un disco perfetto, in ogni singola nota, parola, modulazione di quella vocetta adorata che si ritrova. Ad ogni modo Van Etten quest'anno l'abbiamo vista e sentita di qua e di là. Nelle sue cover di Morrissey e degl Smiths (cuoricione gonfio), in tante partecipazioni a progetti altrui, nel sette pollici uscito da poco. Quindi ho un quadro adeguato e posso dire senza dubbio alcuno che lei è la mia donna dell'anno ed Epic è il mio disco dell'anno. Il perché l'ho spiegato un po' quando ho iniziato ad ascoltarlo, mesi fa. E comunque non ho mai smesso di ascoltarlo, quindi.

To say the things i want to say to you would be a crime
To admit I'm still in love with you after all this time
I'd rather let you touch my arm until you die,
Seduce me with your charms until I'm drunk on them,
go home, and drink in bed and
never let myself be in love like that again
.

Beach House – Teen Dream
Non lo ascolto da tanto, ma io lo so che non è mica scaduto. E poi su questo disco ci ho aperto questo blogghe e gli voglio bene ancora. Sia al disco che al blogghe. E poi quando li ho visti dal vivo ho pianto.
E ora me lo riascolto.

John Grant – Queen of Denmark
Non lo so se sarei arrivata a conoscere questo disco senza il suggerimento di quell'altra donna dell'anno che è un'amica mia. L'orsetto ricchione dell'anno. La barba, la poesia pura.

Your Beauty is Unstoppable, your confidence unspeakable
I know you know I know you know, that I know that you know
I'm willing to do anything, to get attention from you dear, even
though I don't have anything that I could bargain with


 

The National – High Violet
Il disco che ho smesso di ascoltare subito e che non voglio riascoltare fino a quando non sarò riuscita a chiudere una voragine che ancora oggi mi squassa l'anima. Lo so che sembro sturm und drang come invece non sono. Ma è la verità vera e questo disco io non lo ascolterò mai più. Non ne ho mica bisogno, ce l'ho tutto dentro. E non gli ho neanche chiesto di mettere le tende, lo ha fatto e basta. Con dei picchetti piazzati nel cemento armato e non c'è voragine né tempesta che lo scacci via. io questo disco non lo ascolterò mai più. E non linko niente, per non correre il rischio di riascoltare. Ma I don't have the drugs to sort it out e It takes an ocean not to break. E diobono. Questo sarebbe pure il disco vincitore, ma immorale.

Caribou – Swim
Quando è uscito Swim ho pensato "Ma che cazzo, Caribou ha fatto un disco unz unz. Che peccato". Meno male che si cambia idea, che le orecchie non sono sempre le stesse, che siamo pronte a ricrederci quando riusciamo a dedicarci un po' di più a dischi che abbiamo ascoltato nel momento sbagliato, sottovalutato, archiviato annoiate. Meno male, che in quello che fa Caribou a me sembra unico. Dico sembra perché non ascolto tanta musica che fa muovere il culo. Ansiolitico, antidepressivo, antistaminico. Perfetto.
Odessa canzone dell'anno. In maniera oggettiva, dico.

Massimo Volume – Cattive Abitudini
Qui mi mancano un po' le parole. E sì che l'altra sera avendoli lì davanti in concerto di parole ne avevo mille. E' difficle scrivere dei Massimo Volume prescindendo da quello che sono stati. Il loro è un ritorno che mi/ci ha preoccupato non poco. Avevo paura di un brutto ritorno, come spesso succede con le reunion. Temevo un disco poco ispirato. Non è stato così. Per quanto io oggi parli un linguaggio completamente diverso da quello di Clementi il disco tutto mi lascia lì con i muscoli tesi, il live anche di più. E chi si permette di dire che musicalmente sono fermi agli anni novanta non ha ascoltato bene. Sono i Massimo Volume, nella forma migliore, dieci anni dopo.

Deerhunter – Halcyon Digest
Aggiunta dell'ultimo momento, di quelle che a volte capitano. Questo disco l'ho ascoltato solo qualche giorno fa. Perché? Perché ai Deerhunter io non mi sono mai appassionata. Li ho sempre ascoltati poco e male, non posso proprio dire di conoscerli. Dipenderà dal fatto che sono una personcina dai gusti semplici e loro mi sono sembrati sempre un po' troppo sperimentosi. Ma forse la mia è ed è stata superficialità. O forse questo disco è diverso dagli altri, non lo so. Di fatto mi ha folgorato al primo ascolto. E' pop, assai. Ma assai articolato, anche. Ho visto Bradford Cox dal vivo come Atlas Sound un paio di volte. I Deerhunter invece me li sono sempre persi. Ma che scema. Recupererò il prossimo aprile qui a Bologna. Yeppa.

Arcade Fire – The Suburbs
Dai, su. Non c'è niente da dire sugli Arcade Fire.

Troy Von Balthazar – How To Live On Nothing
Questo è per amore, solo per amore. Per il titolo del disco, per le storie che racconta. Per la mia storia recente che ho tutta appiccicata addosso. Per amore. E basta.

we all pretend to be so pure
we are not so sure, we are not so sure
we all learned how to fake

Of Montreal – False Priest
Diamond Rings – Special Affections
Yeasayer – Odd Blood

E niente. Mi dispiaceva lasciarne uno dei tre fuori dai primi dieci. Of Montreal: un gran bel ritorno, per me che non avevo amato tanto Skeletal Lamping. Diverse belle canzoni, soprattutto. Diamond Rings: come non volere bene a questo ragazzetto ricchionissimo? Qui non stiamo a parlare di un disco fenomeno, eh. Ma io me lo riempirei tutto di baci, ecco. Yeasayer: il disco non gliel'ho comprato, che mica mi piace tutto tutto. Ma anche qui ci sono dei gran pezzi killer. Ballericci e intelligenti. Peccato che dal vivo mi abbiano fatto un po' cahare.

E poi:

Perfume Genius – Learning
S. Carey – All We Grow
Marina and the Diamonds – The Family Jewels
Phosphorescent – Here's To Taking It easy
The Tallest Man On earth – The Wild Hunt
Suckers – Wild Smile
Holy Fuck – Latin
Crocodiles – Sleep Forever
Air Waves – no, gliel'ho ascoltato troppo poco.

Il disco che ho scoperto e amato solo quest'anno, ma che è uscito l'anno scorso è Noah and the Whale – The First Day of Spring

Il disco che è uscito quest'anno, ma io non lo sapevo e allora lo avevo messo nella lista dell'anno scorso, esattamente come mi successe con Bon Iver e quindi non vale: Local Natives – Gorilla Manor.
 

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