però ora devo dire che il libro sulla storia dei massimo volume –350 pagine divorate in due giorni– è denso ed emozionante quanto i massimivolumi stessi. perché è raccontata da loro in prima persona, senza una ricerca di accordo tra le voci. perché straborda di sincerità, scazzi, sentimenti, passione. perché ci riconosco diversi pezzi di vita mia, a partire dalle esistenze adolescenti di provincia (se adolescente negli anni ottanta adori gli X sei un outcast sia nella provincia marchigiana che in quella pugliese), attraverso la bologna ancora dorata dei primi anni novanta (che però io osservavo da lontano e di cui ho conosciuto quel poco che rimaneva alla fine del secolomillennio), fino ai momenti a cui ho partecipato direttamente (il pre e post club privé, manuel agnelli a bologna, le tensioni, la fine).
da una parte la mia è una partecipazione di cuore e di esperienza, generazionale. poi il mio entusiasmo per i libri di storie di sotto/micro-culture contemporanee a cui ho preso parte o che ho sfiorato, è noto. poi ho un'altra passione, che è quella per l'autenticità. della formula adottata in questo libro, che è quella del racconto a più voci –ma non corale. voci isolate, che oggi rivivono ciò che era e ciò che è stato– mi ha catturato il risultato. le ricostruzioni diverse della stessa storia, i sentimenti diversi verso lo stesso accadimento, il rancore, l'aggressività, l'amore, l'odio. la crudeltà, anche. suona proprio come la fine di una storia d'amore raccontata dalle parti in causa: non è mai la stessa storia. tu hai fatto questo. sì, ma tu hai fatto quello. stronza. vaffanculo. la storia dei massimo volume è la storia di un amore grande. complicato e sfaccettato come tutti gli amori grandi. di quelli che non c'è cura. di quelli che non passa mai.
per i più giovani, ai quali giustamente può fregare il giusto della mia partecipazione a questa storia, questo libro è un'occasione per conoscere l'atmosfera sociale e culturale, il fermento di quella bologna che si sono persi per ragioni anagrafiche. racconto parziale, certo (vedi sopra), ma tanto appassionante.

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