comunque volevo dire qualcosa su questo

che dopo Barcellona avevo/ho adottato come immaginina su Facebook. E pensavo di non cambiarla mai più:

– tra sabato e domenica (era l’1.20 circa, ero qui vicino al poster) – Cirillo era tranquillo sul cuscino a lui dedicato da qualche mese sulla mia scrivania. Lui ama stare qui vicino mentre io guardo leggo scrivo cose di cui lui non sa. Io penso che è perfetto avere il gatto soddisfatto qui vicino, mentre faccio cose che lui non capisce. Siamo vicini, ci piace. Gli parlo, lo bacio. A volte gli piace, altre no.
Sabato/domenica notte all’1.20 ha fatto un balzo. Avrà visto una falena. Cirillo fa danni solo quando caccia. Non lo sto a giustificare, visto che lui è un gatto perfetto per la convivenza con umana (è affettuoso assai, non rompe mai niente) ma è stronzo con Cleo (la gatta) e quando caccia diventa il più cretino dei maschi del mondo. Regredisce, come quando i maschi fanno a botte per il calcio o la qualsiasi. Scatta in avanti e in un microsecondo il poster va giù, la cornice di vetro si disintegra.

Tiro via i vetri, non tutti. Rimetto su quel che posso. Aggiungo un po’ di patafix. Penso che ricomprerò una cornice.
Penso che forse dovrei cercare un’altra collocazione.

Il poster era qui perché è qui che passo tante sere a casa.

Mi piaceva averlo qui, che la luce nella stanza da letto dura poco. Quando vado a letto ci vado per dormire. Magari poi di là non dormo, resto sveglia , penso, elaboro, fantasmo nei castelli. A volte strippo, piango. Di certo non guardo i poster.

– stasera, poco fa, Cirillo fa un altro balzo e casca giù quello che era rimasto in piedi del poster (più patafix, più base cartoncino nero più compensato da cornice a giorno)

Ora il poster mi guarda un po’ piegato (patafix è una sòla. D’estate poi cede tutto) appoggiato al termosifone.

Alla fine la morale è: fail better sticazzi.

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