Soprattutto quello che mi vede tornare praticamente ogni anno. E tutto quello che gli gira attorno.

Cosa amo del mare.
Guardare lontano fin dove riesco ad arrivare. Stare in silenzio. Guardare, e ogni sguardo è una fotografia bellissima. Leggere. Leggere tanto in silenzio, che è anche l’unico modo per sottopormi a uno sport che proprio non so praticare, il prendisolismo estremo (copyright Cla). Spiare i titoli dei libri che leggono gli sconosciuti attorno a me. Papereggiare, se in acqua c’è troppa gente e l’acqua diventa un po’ torbida. Nuotare, fare la morta, nuotare di nuovo, papereggiare, guardare, guardare, se l’acqua è cristallina e silenziosa e io mi sento bella. Spogliarmi sullo scoglio. Rendermi conto che in fondo sono pochi quelli che mi guardano perché ho le tette scoperte. I colori. Le bestie, anche, se sono abbastanza lontane da me. La Beck’s al baretto prima del ritorno a casa. O la Heineken all’altro baretto dopo la doccia a casa. O la Tuborg, o quel che c’è, a casa, dopo la doccia a casa. Mangiare tutti i mangiarini della Roxy. Mangiare pesce, mangiare carne, mangiare verdure. La melatonina, che col mare non c’entra, ma che dio la benedica, altrimenti non avrei dormito mai. Rivedere gente che non vedo da 15 o 20 anni e non sentirmi per niente in imbarazzo. Scoprire che gente che non vedo da 15 o 20 anni è ancora appassionata delle passioni che condividevamo 15 o 20 anni fa. Il concerto dei cinnetti sedicenni sullo scoglio sotto il sole cocente. Sorridere alla notizia che i genitori dei sedicenni sono lì e si nascondono dai figli per farsi le canne.

Cose che più o meno mi disturbano al mare.
I bambini, quando sono troppi, soprattutto perché non stanno mai zitti. Non riuscire a fotografare, non provarci neanche. Scoprire che gli sconosciuti attorno a me leggono i soliti titoli. Non potermi denudare del tutto. Lo amerei, oh se amerei stare sempre completamente ignuda a farmi bagnare dall’acqua e asciugare dal sole. Poi passa, eh. In città ridivento sempre signorina. Le zanzare puttane. Mangiare troppo. Guardami nuda allo specchio e dirmi "ok, mare+sole danno sempre questo aspetto di tonicità e buona salute, ma ti sei oggettivamente inchiattita". Mangiare e non riuscire a dire basta. Incolpare la Roxy, perché cucina troppo e troppo buono. Il magone (magoncino) che mi prende ogni volta che metto piede in città, nella casa in cui sono cresciuta, di fronte alla mole di cose mie rimaste lì, di fronte alla mia esistenza di tanti tanti anni fa. I sedicenni che suonano sempre le solite cose, il pubblico sedicenne che si esalta e poga sui Nirvana. Gli anni novanta erano miei, per voi c’è in giro un sacco di altra roba ora. Non riuscire a rilassarmi. Non riuscire a dormire senza Melatonina. Iniziare a dormire, rilassarmi, per poi rendermi conto che sono piena pienissima di pensieri, in confusione totale. E sto per rientrare a Bologna.

Rientrare a Bologna e ritrovare l’insonnia. Provare a tenere a bada la confusione.



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