Io ho una memoria d’acciaio. No, ricomincio. Io ho una memoria fallace. Ehm, no.
Io ho memorie differenti e ognuna funziona a modo suo.
La memoria emotiva è di acciaio. Se domani mi incontri e mi saluti chiamandomi per nome e io ho un’espressione da ameba probabilmente non mi hai emozionato quando ci siamo conosciuti. 
Sto esagerando. Sto solo stendendo il tappeto per questo raccontino.
Ci sono cose che non dimentichi. Quelle dell’infanzia te le ridisegni, perché non puoi davvero ricordarle. Quelle essenziali dell’adolescenza rimangono belle tatuate sul neurone Ugo. Quelle dell’età adulta le cancelli. O al limite se non sei una brutta persona le ridisegni. Sì sì. Sarebbe bello. Però so che gli adulti lo fanno. Rinegoziano, revisionano. Io-adulta non cancello, né ridisegno. Il che probabilmente fa di me un’adolescente fuori tempo massimo.

Comunque. memoria emotiva, dicevo.
Maggio 1984. Oggi non ricordo più quali giornalini/riviste leggevo. So che leggevo Rockstar e che in copertina c’era Kid Creole, senza Coconuts. 

In quel numero di Rockstar (che io leggevo tutto, sempre) a un certo punto c’era un servizio di diverse pagine. Da quel che ricordo (o forse è quello che mi ha impressionato, nel mio ricordo emotivo) era soprattutto fotografico.
Non ricordo mica cosa scrivevano (poi credo che le mie tante copie di Rockstar siano andate al macero. Mai riuscita a farlo con le riviste che ho iniziato a leggere dopo. E mia mamma mi dice ancora adesso "La prossima volta che torni giù butti qualcosa?". La mia risposta è sempre evasiva, quando non è diretta: "Mà, la casa ormai è grande per voi due. che fastidio ti danno le mie cose?". Sbaglio. se non altro perché sono/erano le mie cose. e la casa ora e da tanti tanti anni è la loro. Fare un falò? Vendere su Ebay?)

Ok, ho divagato di nuovo. 
Il servizio in questione era sul dark. ho detto dark. Io non ho mai saputo perché in Italia il goth o quel che era si è chiamato dark. Ma così è stato e nei primi anni ottanta c’era musica dark e c’erano i dark.
A maggio dell’84 io avevo 12 anni. Essendo nata in ottobre io mi sono sempre data un anno in meno. È a settembre che inizierò a dire trentanove e nessuno provi a contestarmi. Quindi a maggio ’84 avevo 12 anni. 
So che guardavo affascinata le foto, primi piani di kajal, orecchini, croci, basette e tempie rasate e capelli corvini sparati in aria. Ricordo una foto di Robert Smith con Severin, che robi ciccipucci suonava con i Banshees in quel periodo. Ricordo di aver sfogliato quella rivista ed aver detto a mia mamma "Pensa se io fossi così". 
A quell’età le cose succedono in fretta. Entro i tredici anni ero diventata così.

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