Il mezzo sono i miei 10-12 anni.
L’altra sera una mia lettrice occasionale (che però è compagna di vita speciale, fuori da qui) mi ha detto "bello. brava. però scrivi troppo. troppo lunghi. spezza, seziona". Io ho risposto "che mi frega. scrivo come mi viene. mi leggono in dieci. e almeno cinque sono appassionati".
E ho già fatto un’introduzione lunga al post che voleva essere breve. E smetto, sennò mi perdo nelle intro e negli incisi e nell’infiorettamento.

Nel mezzo c’è stata questa fase che ricordo poco. Tra il fascino per l’estetica rockettara (e gli altri ellepì, di cui alcuni innominabili, comprati entro i nove-dieci anni) e l’innamoramento per il dark e la new wave ricordo vagamente l’intermezzo frocio.
E’ buffo che io abbia un ricordo più vivo del disco di cover sixties/beat con cui Ivan Cattaneo diventa popolare (1981) che del mio turbamento erotico su Boy George e i Culture Club (1983).
Semplicemente penso che quando è uscito Italian Graffiati io ero ancora una bambina e gli adulti attorno a me (la Roxy, che lo dico a fare) erano felici e galvanizzati nel risentire i pezzi della loro giovinezza in chiave moderna (non voglio neanche pensare al fatto che la Roxy nell’81, mentre io mi appassionavo ai dischi, aveva solo 33 anni..), partecipavano a quell’entusiasmo popolare e mi coinvolgevano. All’entusiasmo per Italian Graffiati (e a luilà, così fico) lego diversi ricordi, ma tutti bambini.
Di Boy George invece ricordo solo che mi ha messo in crisi. Che ero innamorata di quell’essere lì. Di quella femminilità in un maschio, di una cosa che non capivo, ma mi turbava. Ricordo di aver comprato un libro, in inglese. Dove lo abbia preso non ne ho più mezza idea. La posta internazionale l’ho usata tanto, ma davvero nell’83 ho ordinato un libro in Inghilterra? Se è vero mi faccio paura da sola. Di sicuro non lo presi a Brindisi. Comprai anche Colors By Numbers. Non ce l’ho più. E’ uno di quei dischi prestati da ragazzina dark non più interessata alla musica commerciale e mai tornati indietro. Ora mi mangio le mani, ma pazienza. Comunque fu soprattutto il libro ad impressionarmi. Mi aprì un mondo su quello che succedeva (era successo) là fuori, in Inghilterra, a Londra qualche anno prima. Mi innamorai di tutti quegli uomini androgini. Iniziai a pensare che sarebbe stato bello essere come quella lì con il trucco e i capelli strani. Siouxsie, tipo.

I due video che metto qui hanno a che fare un po’ sì e un po’ no con i miei 10-12 anni.
Boy George a Sanremo all’inizio dell’84 fu il mio brivido massimo. Penso di averlo sognato e desiderato (non so come. senza sapere cos’era quel turbamento lì) per mesi. Credo (ma magari era un sogno) che manchi la parte più bella. Lui che scende dalle scale di Sanremo

All’Ivan Cattaneo italiangraffiato invece oggi preferisco quello che mi sono perso, per mia piccola età e sua poco esposizione alle piccole età

E non sono stata breve neanche stavolta. Pazienza.

Annunci