C’è un aneddoto che negli anni è stato spesso tirato fuori, in famiglia o con gli amici, per prendere in giro la Roxy, dare un’idea del personaggio.
Io avrò avuto 15 anni, la maledetta asma allergica si era appena presentata nella mia vita, tutta la famiglia andava verso una clinica specialistica di Firenze, in autostrada, con la mitica Ritmo bianca. Io e mia sorella monopolizzavamo l’autoradio. La cassetta suonava i CCCP, noi cantavamo islam punk islam punk islam punk und punk islam.
La Roxy inchioda di brutto per non andare a infilarsi sotto a un tir. Cantava anche lei, era troppo presa dalla canzone.

Nell’anno in cui cantava i CCCP con noi mia madre aveva più o meno l’età che io ho oggi. A lei piacevano alcune delle cose che ascoltavamo noi. Non tutte, certo. Non quelle troppo rumorose, o troppo cupe. A mio padre proprio no, ma Uccio era già di un’altra generazione. Lui, come altri miei parenti più vecchi, diceva qualcosa tipo "ma che musica ascoltate? ‘ste canzoni sono tutte uguali".

Ecco, questo non è esattamente un post sulla mia vita a pezzettini. Il breve racconto di quel brandello di vita mi serve solo come spunto.
Io oggi ho l’età che aveva mia madre su quell’autostrada e però ho avuto una vita completamente diversa da quella di mia madre. Che, per dire, era mia madre già a 22 anni. Io mi muovo veloce verso i 40 e faccio ancora la cretina.
Faccio simpaticamente la cazzona quando a trentotto anni e più conto i giorni che mi separano dall’ennesimo festival musicale all’estero, con gioia, ansia, entusiasmo.
E però ho trentotto anni, mica quindici o ventidue. E dai dodici anni in poi ho visto passare tanta, ma tanta, ma tanta di quella musica e relativa estetica e mode e modi che oggi non posso proprio più entusiasmarmi di fronte a un pugno di gruppi che suonano tutti uguali.
Non sono neanche più attenta alle mode musicali, ne ho una vaga consapevolezza leggendo blog e webzine qua e là. Poi, ascoltando tutti i gruppi che vanno a suonare al Primavera Sound, mi rendo conto che ‘sto lo-fi/garage/rocknroll/punk furoreggia davvero. Ci piaciucchia, sì. Carino, sì. Come siete ggiovini e selvaggi, sì.
Ma noi a quindici anni ascoltavamo i Gruesomes, i Morlocks, i Fuzztones.
E va bene che la storia si ripete e che le note sono sette. Ma mica la devo ripetere ogni volta anch’io. Ho già dato, in quanto a fare la selvaggia. Oggi tutt’al più vi posso guardare, sorridere e battere il piedino. Ma se mi perdo un concerto non succede niente, eh.

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