Al terzo ascolto del disco dei Band of Horses avevo deciso che la mia era proprio delusione e non potevo farci niente. Ho letto veloce veloce la stroncatura di Pitchfork, credo dicesse qualcosa tipo "quello che manca qui è il cuore".
Forse è così, ma do il quarto ascolto ora, dopo una quindicina di giorni. E penso che è così innocuo che forse posso riuscire a farmelo piacere come un dischetto di vaccari barbuti che non hanno fatto le scuole alte. E sì che i testi non sono mai stati il loro forte, ma almeno prima c’era la musica che mi parlava.
File under easy listening. Meglio così, forse.
E però che peccato. Ora vedo se succede qualcosa al quinto ascolto.

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