Stasera è la sera in cui inizio a sentire sulla pelle l’eccitazione per il prossimo Primavera Sound. Non è una gran serata e l’elettricità che ho addosso non è l’emozione per il prossimo festival. Vomito bestemmie e offese random, nell’aria. In quattro parole: non sono in me.
Sono usciti gli orari, la timetable insomma. E sul sito esiste un ordinamento per giorni, ma rimane alfabetico, non c’è la possibilità di visualizzare per ore. Insomma, non si capisce una mazza. Quindi diligentemente mi faccio la mia tabella per fasce orarie. Diligentemente vado a guardarmi una bozza di mail che ho iniziato a preparare mesi fa. Non è una mail, ma tutte le bozze le scrivo lì, fosse anche la lista della spesa, i crediti/debiti, le finte letture del contatore del gas. E’ una mail in cui prendo appunti sui 120 nomi (di cui ne conosco forse un terzo) dopo passaggi su tutti i Myspace e qualche scaricamento curioso e interessato. Una mail che era per me e non solo per me. Mi serve sempre quando vado ai festival, me la stampo per orientarmi.

Poi scrivo cose asettiche e professionali, tipo:

Harderocke capellone del deserto con una voce femminile che sembra una messa gotica cantata. Un po’ doom, un po’ stoner , un po’ psichedelia, un po’ dark(metal?). Non male se drogati con le droghe giuste.

oppure

E’ il progetto di luilà dei Portishead. Atmosfere cupissime, anche claustrofobiche. Mi ricorda un po’ le robe dei PIL dell’82, o giù di lì.  Kraut e darl-wave, dicono anche là in giro. Con la disposizione d’animo giusta (tipo la voglia di andare a "ballare" del dark d’annata in un posto tutto buio con le luci bianco-flash da crisi epilettica) potrebbe essere bellissimo. Senza quella disposizione potrebbe anche sfrangiare di brutto i maroni.

Diligentemente bestemmio per le sovrapposizioni inevitabili nei festival, tiro giù nomi e insieme do dei nomi. Mi do dei baci da sola, perché son diligente. E’ così che mi godo un festival, io. Sì sì.

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