Ho smesso di ascoltare il disco dei National che non è ancora uscito la notte stessa in cui ho scritto di pioggerelle. Se proprio devo spiegare perché l’ho fatto dico solo gatto sul petto.
Ho pensato che era il caso di interrompere, aspettare un po’. Riprenderlo al momento giusto, gustarmelo meglio, imparare a conoscerlo ed amarlo con calma. Riconoscerne i difetti e sorridere anche su quelli, come si fa nelle cose di amore.
Il fatto è che dopo nove giorni di non ascolto io quel disco ce l’ho sempre in testa. Non sono sicura di ricordare tutti i brani, ma diversi mi rimbombano dentro, cantando parole che neanche ho imparato bene.
Il gatto sul petto poi puff! è sparito. Fa sempre così lui, eh, niente di nuovo. La cosa buffa è che al suo posto è arrivato tutto un fatuo friccicore primaverile.
Frivolo o no, gli do il benvenuto e mi accingo a fare la cavia di me stessa medesima: se High Violet è rimasto qua dentro anche se gli ho dato le spalle e il gatto sul petto ha preso di corsa la gattaiola, impaurito da un’elettricità rara e scostumata, cosa succederà a questo corpo elettrico che ora sono io se provo a rimetter su il disco dei National che non è ancora uscito?
Ad ogni modo vi ho voluto bene.

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