sto solo evitando di scrivere un post su un argomento. un argomento che poi è un disco. un disco che non è mai solo un disco. sto solo aspettando che il gatto sul petto (che era pure un po’ andato via, cazzo) che l’ascolto di questo disco ha risistemato lì, comodo eh, giusto con qualche chilo in più, che sai com’è, il tuo posto è lì, devi solo muovere un po’ il culo, scavare in una fossetta che c’è già. risistemarti, trovare casa, fartela ancora più comoda.

se metto troppe virgole mi perdo. avevo iniziato con un "sto solo aspettando che". mi sono persa, quindi:
volevo parlare della pioggerella assurda bolognese, di come stasera, sotto un dehor, mentre claudia si faceva fare le carte io guardavo la mia birra e pensavo che no, non è il momento di farmi fare le carte (non sono credente di niente, sappiatelo). che le carte me le son fatte leggere non più di tre volte nella vita e sempre senza pagare soldi. dando qualcosa in cambio, sì. questo mi pare giusto. bevevo la birra e guardavo la pioggia. ispira, eh?
guardavo la pioggia alla luce del lampione. che sembra sempre troppa, troppo insistente, se la guardi sotto quella luce.
pensavo che quando sono arrivata a bologna la cosa più sgradevole era la pioggia. quel tipo di pioggia che all’epoca chiamavo "londinese". non ero ancora stata a londra, ma venivo dalla terra bruciata/spaccata dal sole. non che sia bella, la terra spaccata. può esserlo a uno sguardo estraneo. laggiù non è bella. anzi, la terra spaccata dal sole non fa nascere niente.
ma qui volevo parlare solo di clima, quello che hai attorno, quanto ti condiziona.
negli anni il clima bolognese è cambiato (e sì, le mezze stagioni, eccetera).
ma quando ritorna quella cazzo di pioggia pioggerella pioggerellina (lieve, ma grigia. grigia.) io penso che se fosse sempre qua attorno starei più di merda di quanto sto per tutto quello che la vita è. lo so che ho appena scritto una cosa banale, ma in questo momento non lo so scrivere meglio. e poi sto parlando di pioggerella, mica della vita.

il fatto è che guardavo la pioggia sotto la luce del lampione e mi venivano in mente tante cose da scrivere. volevo finire la birra solo per tornare a casa e scrivere. poi sono tornata a casa e ho chattato e risposto a una mail. nel frattempo pensavo alla pioggerella del cazzo. nel frattempo, dentro ho sempre ‘sto cazzo di disco che non è ancora uscito e che non volevo ascoltare. poi lo ascolto perché penso che sono canzoni nuove. che mica mi possono devastare. sono nuove, lei non c’entra niente.
ma io mica volevo scrivere del disco dei national che non è ancora uscito. ma io volevo solo scrivere di ‘sta cazzo di pioggerella. io non volevo scrivere del disco dei national non ancora uscito all’una e mezza di un venerdì notte dopo tot birre.

questo post parla di pioggerelle primaverili. poi sono casualmente in loop su un brano che se ci penso bene a quello che forse sta a dire mi incazzo pure. ma questo post non parla mica del disco dei national. al disco dei national volevo dedicare un post fatto bene.
pioggerella.

Annunci